C’è un momento, ogni inverno, in cui la tentazione è fortissima: guardi l’olivo, lo vedi “fermo”, un po’ disordinato, e ti dici, “dai, approfitto di gennaio e sistemo tutto”. Eppure proprio qui si nasconde l’errore che può costarti caro, perché un taglio fatto nel periodo sbagliato non è solo una questione estetica, è un rischio concreto per salute della pianta e raccolto futuro.
Perché fine gennaio può essere una trappola
A fine gennaio, soprattutto nella prima metà del mese o in zone fredde, l’olivo non è sempre davvero “pronto” a essere toccato. In molti casi il riposo vegetativo non è completo, oppure basta un cambio di meteo per riportare freddo intenso.
La potatura, in pratica, “sveglia” l’albero: lo costringe a reagire, a cicatrizzare, a riorganizzare le sue energie. Se lo fai troppo presto, lo metti nella condizione peggiore proprio quando dovrebbe proteggersi e accumulare risorse.
I periodi da evitare (e cosa succede davvero)
Ci sono finestre dell’anno in cui è meglio trattenere le forbici, anche se sembra il momento “comodo”.
1) Ottobre-dicembre, durante o subito dopo la raccolta
Qui l’olivo è spesso stanco e sta cercando di riprendersi. Potare adesso può causare:
- Stress fisiologico: l’albero spende energia per chiudere le ferite invece di ricostituire le riserve.
- Germogli teneri fuori stagione: una risposta vegetativa che poi diventa fragilissima al primo freddo serio.
2) Gennaio, soprattutto in aree fredde o con meteo instabile
Questo è il punto critico. I rischi principali sono tre.
- Danni da freddo: i tagli sono “porte aperte”, e i nuovi getti sono i primi a soffrire sotto 2 o 3°C. Una notte storta può fare più danni di quanto immagini, tra disseccamenti e tessuti che non ripartono.
- Infezioni e malattie: con umidità, piogge e sbalzi termici, le ferite fresche diventano un invito per funghi e batteri. È il classico scenario in cui “sembrava tutto ok” e poi compaiono problemi settimane dopo.
- Perdita di produzione: se la pianta va in squilibrio, può fiorire meno, trattenere peggio i frutti e arrivare a un calo della resa olearia.
3) Tarda primavera (maggio-giugno) e vicinanza alla fioritura
Qui l’errore è più subdolo: non “uccidi” l’olivo, ma rischi di spingerlo verso troppa vegetazione e poca fruttificazione. Risultato, più verde e meno olive.
Il vero punto: le ferite non sono neutre
Ogni taglio è una scelta. È come aprire una finestra in casa in pieno inverno: magari per cinque minuti va bene, ma se arriva una folata gelida ti ritrovi a rincorrere i danni.
Quando poti, l’olivo deve:
- cicatrizzare,
- ridistribuire linfa e ormoni,
- decidere quali gemme far partire.
Se in quel momento arriva una gelata, l’albero si trova con tessuti esposti e reazioni in corso, il mix perfetto per danni seri.
Quando potare davvero: la finestra che ti salva il raccolto
La regola pratica è semplice e, ti dirò, anche rassicurante: dopo le ultime gelate significative e prima della fioritura, quando le minime notturne restano stabilmente sopra 2 o 3°C.
Ecco una guida rapida, utile per orientarsi:
| Zona climatica | Finestra consigliata |
|---|---|
| Climi miti (molte aree del Sud e coste) | Fine febbraio, inizio marzo |
| Zone fredde, interne o collinari | Fine marzo, inizio aprile |
Se le previsioni annunciano un ritorno di freddo, meglio rimandare. In potatura, aspettare spesso è una scelta intelligente, non una perdita di tempo.
Mini checklist prima di tagliare
- Controlla le minime previste per i prossimi 10-14 giorni.
- Evita di potare con pioggia o umidità persistente.
- Punta a tagli puliti e mirati, meno ferite inutili significa meno rischi.
- Se l’olivo è giovane o ha già subito stress, scegli una potatura più leggera.
La conclusione che conta davvero
Se vuoi proteggere l’olivo e non giocarti il raccolto, il segreto non è “potare tanto” o “potare poco”, è potare nel momento giusto. Fine gennaio può sembrare innocuo, ma spesso è il periodo in cui l’albero è più vulnerabile. Aspettare qualche settimana, e farlo quando il freddo ha davvero mollato la presa, è uno di quei piccoli gesti che si trasformano in olive sane, fioritura più stabile e una stagione molto più generosa.

