Nuovo buono postale: ecco quanto puoi guadagnare davvero con questo investimento sicuro

Ti capita mai di vedere un rendimento “fino al 3%” e pensare, anche solo per un attimo, “ok, finalmente qualcosa di tranquillo”? Poi però arriva il dubbio che rovina la magia: quanto resta davvero in tasca, tra tasse e imposte? Con i buoni fruttiferi postali 2026 la risposta è più chiara di quanto sembri, basta fare due conti semplici, senza illusioni e senza spaventi.

La verità sui rendimenti: lordo e netto non sono la stessa cosa

I rendimenti lordi indicati (in questa tornata 2026 si parla in genere di 1,25% fino al 3%) sono la base di partenza, non il traguardo. Il punto cruciale è la tassazione sugli interessi: 12,5%.

Tradotto in modo pratico, significa che ti rimane circa l’87,5% degli interessi maturati. Non è una “trappola”, è semplicemente il modo in cui funziona la fiscalità di questi strumenti.

Un esempio concreto (che fa subito chiarezza)

Immagina di investire 10.000 euro in un buono quadriennale con rendimento 3%:

  • Interessi lordi a scadenza: circa 1.255 euro
  • Imposta del 12,5% sugli interessi: circa 157 euro
  • Interessi netti: circa 1.098 euro

Quindi sì, il 3% “esiste”, ma il guadagno reale è quello netto, e conviene ragionare sempre su quel numero.

Il costo che molti ignorano: l’imposta di bollo

Oltre alla tassazione sugli interessi, c’è un altro elemento che può incidere: l’imposta di bollo.

  • Se il totale investito è fino a 5.000 euro, in genere sei esente.
  • Se superi i 5.000 euro, si applica lo 0,20% annuo sul capitale.

È una percentuale che sembra piccola, ma su importi elevati e su durate lunghe può mangiare una parte del rendimento, soprattutto se il tasso è basso. È il classico dettaglio “silenzioso” che però cambia il risultato finale.

Quali buoni scegliere: le tipologie più comuni e cosa significano davvero

Qui entra in gioco la parte interessante, perché non esiste “il migliore” in assoluto, esiste quello più adatto al tuo obiettivo. Ecco le tipologie più citate in questa fase, con i rendimenti lordi indicativi:

TipologiaDurataRendimento lordoPer chi ha senso
4 anni Plus/Premium4 annifino al 3%Chi punta al massimo rendimento su orizzonte breve
Buono 1004 annifino al 3%Chi vuole un prodotto legato a finalità sociali
Rinnova 4 anni4 anni1,50%Chi reinveste buoni in scadenza
3×4 (tassi crescenti)12 annifino al 3%Chi vuole flessibilità a 3, 6, 9, 12 anni
Indicizzato10 annifisso + FOIChi teme l’inflazione
6 mesi6 mesi1,25%Chi parcheggia liquidità a brevissimo
A cedolavari1,25%-1,75%Chi preferisce incassi periodici semestrali

I vantaggi “nascosti”: ISEE e rimborso anticipato

Due aspetti piacciono molto a chi cerca sicurezza e semplicità:

  1. ISEE: fino a 50.000 euro per nucleo familiare, i buoni possono non concorrere al calcolo dell’ISEE (in base alle regole vigenti).
  2. Rimborso anticipato: puoi chiedere il rimborso in qualsiasi momento. Attenzione però, in alcuni casi gli interessi pieni maturano solo dopo determinate finestre temporali.

Quindi quanto puoi guadagnare davvero?

Se scegli un buono a 4 anni con rendimento vicino al 3%, l’idea realistica è: ottieni un guadagno netto intorno all’87,5% degli interessi lordi, e sopra i 5.000 euro considera anche il possibile effetto dell’imposta di bollo.

In pratica, i buoni fruttiferi postali 2026 non ti promettono miracoli, ma ti danno una cosa rara: prevedibilità. E quando l’obiettivo è mettere ordine nei risparmi, sapere in anticipo “quanto resta davvero” vale quasi quanto il rendimento stesso.

Redazione Creattivamente News

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