Pensione di reversibilità Inps: quanto spetta e chi può richiederla

C’è un momento, dopo un lutto, in cui oltre al vuoto arrivano anche le domande pratiche. Tra le più frequenti, e comprensibili, c’è questa: “Ora cosa succede alla pensione?” La pensione di reversibilità INPS nasce proprio per evitare che i familiari rimangano senza tutela economica, ma tra percentuali, requisiti e limiti di reddito è facile perdersi.

Che cos’è la pensione di reversibilità (e la “indiretta”)

La pensione di reversibilità è il trattamento che l’INPS riconosce ai familiari superstiti di un pensionato deceduto. In pratica, una quota della pensione che il defunto già percepiva continua, in percentuale, a chi ne ha diritto.

Se invece la persona è deceduta prima di andare in pensione, si parla di pensione indiretta: la logica è la stessa, ma cambia il presupposto, perché la pensione “di partenza” viene calcolata come se l’assicurato avesse maturato il diritto.

Chi può richiederla: l’ordine di priorità

Qui conviene immaginare una scala: l’INPS guarda prima i parenti più vicini, e solo se non ci sono passa agli altri.

Hanno diritto, in ordine di priorità:

  • Coniuge superstite
  • Figli (minorenni; oppure studenti fino a 26 anni se a carico, secondo le regole previste)
  • Genitori, in assenza di coniuge e figli aventi diritto
  • Fratelli e sorelle, sempre solo se mancano coniuge e figli, e rispettando le condizioni richieste

La parola chiave, spesso, è “a carico”: per alcune categorie (soprattutto figli maggiorenni studenti) è decisiva per stabilire il diritto.

Requisiti per la pensione indiretta: quando il defunto non era pensionato

Se il decesso avviene prima della pensione, serve che l’assicurato abbia maturato requisiti contributivi minimi. In generale:

  • 15 anni di anzianità assicurativa e contributiva, oppure
  • 5 anni, di cui almeno 3 negli ultimi 5 anni

Questo punto è fondamentale perché può fare la differenza tra una tutela riconosciuta e una domanda che non può essere accolta.

Quando decorre e come si presenta la domanda

La domanda va presentata all’INPS. Il dettaglio che molti ignorano, e che vale oro in termini di chiarezza, è la decorrenza:

  • la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso, indipendentemente dalla data in cui presenti la richiesta

Certo, conviene muoversi presto per non allungare i tempi di lavorazione, ma il meccanismo di decorrenza segue la data del decesso.

Quanto spetta: percentuali chiare (e realistiche)

L’importo non è “una cifra fissa”: è una percentuale della pensione del defunto (o di quella che sarebbe spettata). Le aliquote principali sono:

  1. Coniuge solo: 60%
  2. Coniuge + 1 figlio: 80%
  3. Coniuge + 2 o più figli: 100%

Se non c’è coniuge e ci sono solo figli:

  • 1 figlio: 70%
  • 2 o più figli: 100%

Per genitori e fratelli/sorelle le percentuali sono inferiori rispetto a quelle riconosciute al nucleo con coniuge e figli.

Attenzione ai limiti reddituali: le riduzioni

Qui entra in gioco un concetto tipico della previdenza, la previdenza “con prova dei mezzi”: se il beneficiario ha redditi oltre determinate soglie, la reversibilità può essere ridotta.

Situazione reddituale del beneficiarioRiduzione
Reddito > 4 volte il trattamento minimo annuo FPLD (13 mensilità, al 1° gennaio)40%
Reddito > 5 volte il trattamento minimo annuo FPLD50%

I redditi considerati sono quelli assoggettabili a IRPEF, con esclusioni importanti: non si conteggiano, ad esempio, la pensione di reversibilità stessa, la casa di abitazione e il TFR. E c’è un passaggio pratico da non trascurare: spesso viene richiesto il modello RED annuale per le verifiche.

Se cambia il numero dei beneficiari: cosa succede

Un aspetto “dinamico”, che sembra tecnico ma è molto concreto: se ci sono più beneficiari e uno perde il diritto (per esempio un figlio che supera i requisiti), la prestazione può essere riliquidata e ridistribuita tra chi resta avente diritto.

In sintesi: la risposta che cercavi

La pensione di reversibilità INPS spetta ai familiari superstiti secondo un ordine preciso e viene calcolata come quota percentuale della pensione del defunto. Può subire riduzioni se il beneficiario supera determinati limiti di reddito. Se hai in mente una situazione specifica (coniuge, figli, reddito), è proprio da quei tre elementi che si ricava la stima più attendibile.

Redazione Creattivamente News

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