Ti confesso che l’Assegno di Inclusione sembra semplice finché non ti siedi davvero a controllare una per una le caselle: nucleo familiare, residenza, ISEE, patrimoni, e poi quel passaggio cruciale del percorso di attivazione. La buona notizia è che, se segui una mappa chiara, capisci subito se puoi ottenerlo e come fare domanda senza inciampare.
Cos’è davvero l’ADI (e perché non è “solo” un contributo)
L’Assegno di Inclusione (ADI) è un sostegno economico pensato per i nuclei familiari in condizione di fragilità, ma non funziona come un bonus automatico. È collegato a un percorso di inclusione sociale e lavorativa, con obblighi precisi: il Patto di Attivazione e Di-inclusione (PAD) e, per chi deve attivarsi, l’iscrizione al SIISL.
In pratica, non basta “avere poco reddito”, serve anche rientrare in una specifica composizione familiare e rispettare i requisiti di residenza e patrimonio.
Requisiti del nucleo familiare (la prima soglia da superare)
Per accedere all’ADI, nel nucleo deve esserci almeno una di queste condizioni:
- un minorenne
- una persona con disabilità (come definita ai fini ISEE)
- una persona con almeno 60 anni
- una persona in condizione di svantaggio, inserita in un programma certificato di cura e assistenza dei servizi sociosanitari territoriali (attenzione, questo va dichiarato in domanda con data, protocollo e amministrazione rilasciante)
Se nel tuo nucleo non c’è nessuno di questi profili, l’ADI non è richiedibile, anche con ISEE basso.
Cittadinanza, soggiorno e residenza: i dettagli che bloccano più domande
Il richiedente deve essere:
- cittadino UE (o familiare con diritto di soggiorno/soggiorno permanente)
- cittadino extra UE con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo
- titolare di protezione internazionale (D.Lgs. 251/2007)
In più, qui arriva il punto più “rigido”: tutti i componenti del nucleo devono avere residenza in Italia al momento della domanda e per tutta la durata del beneficio, con almeno:
- 5 anni di residenza, di cui
- gli ultimi 2 continuativi (con possibili eccezioni per gravi motivi di salute documentati)
Requisiti economici: non basta l’ISEE
Per l’ADI servono tutte insieme queste condizioni economiche:
- ISEE in corso di validità non superiore a 10.140 euro (in alcuni casi specifici la soglia può risultare più bassa)
- Reddito familiare inferiore a 6.500 euro annui moltiplicati per la scala di equivalenza (la soglia può salire fino a 7.560 euro per nuclei composti solo da over 67 o con disabilità grave/non autosufficienza)
- Patrimonio mobiliare entro 6.000 euro, con incrementi:
- +2.000 euro per ogni componente successivo al primo (fino a max 10.000)
- +1.000 euro per ogni minorenne oltre il secondo
- +5.000 euro per disabile
- +7.500 euro per disabilità grave/non autosufficiente
- Patrimonio immobiliare diverso dalla prima casa (valore IMU) non oltre 30.000 euro (in Italia e all’estero)
Per capire meglio cosa “fa testo”, immagina l’ISEE come una fotografia completa (redditi, patrimoni, famiglia), regolata dal ISEE, mentre le soglie ADI sono i “paletti” che INPS verifica su quella fotografia.
Altri obblighi (spesso ignorati)
Ci sono condizioni che possono far decadere o impedire l’accesso, tra cui:
- assenza di misure cautelari, di prevenzione o condanne definitive negli ultimi 10 anni
- non essere ospitati in strutture a totale carico pubblico
- per i 18-29enni, adempimento dell’obbligo di istruzione o iscrizione a percorsi formativi per adulti (altrimenti scatta la decadenza)
Come fare domanda all’INPS: guida passo per passo
1) Controlla i requisiti “bloccanti”
Prima di tutto verifica:
- presenza nel nucleo di minore, over 60, disabilità o svantaggio certificato
- residenza e anni richiesti
- situazione patrimoniale, soprattutto conti e immobili oltre la prima casa
2) Ottieni l’ISEE aggiornato
Serve una DSU corretta e un’attestazione ISEE valida. Se l’ISEE è scaduto o contiene errori, la domanda rischia di fermarsi.
3) Invia la domanda online
Sul sito INPS, con SPID, CIE o CNS. Se dichiari la condizione di svantaggio, inserisci i riferimenti della certificazione (data, protocollo, ente).
4) SIISL e PAD: l’attivazione è parte dell’assegno
I maggiorenni (e in alcuni casi dai 16 anni) che non lavorano e non studiano devono iscriversi al SIISL e seguire il percorso previsto dal PAD.
5) Segui l’esito e aggiorna variazioni
INPS comunica accoglimento o eventuale decadenza. Segnala variazioni di reddito o nucleo, perché sono tra le cause più frequenti di problemi in corso d’erogazione.
Durata e novità in arrivo
L’ADI dura fino a 18 mesi, ed è rinnovabile. Tra le novità annunciate per il 2026 si parla di aggiornamenti su tutele ISEE e gestione dei rinnovi (con meccanismi che possono cambiare, come la prima rata ridotta e la fine di alcune sospensioni). Per i dettagli operativi, la fonte più affidabile resta sempre il portale INPS.

