C’è un momento, prima di buttare via una vecchia valigia impolverata in soffitta, in cui ti viene il dubbio: e se dentro ci fosse qualcosa di speciale? Con le macchine da scrivere succede spesso così. Sembrano oggetti “da nonni”, invece alcune, se autentiche e ben conservate, possono trasformarsi in un piccolo tesoro, parliamo anche di 400, 500 euro e oltre.
Perché certe macchine da scrivere valgono così tanto
Il valore non nasce solo dalla nostalgia. Di solito è un mix di tre fattori molto concreti:
- Rarità del modello (produzione limitata, varianti poco diffuse, mercati specifici).
- Condizioni (funzionante, tasti presenti, meccanica scorrevole, vernice integra).
- Completezza (custodia originale, manuali, accessori, nastri, chiavi).
E poi c’è l’elemento che i collezionisti adorano, la storia: una macchina con una soluzione tecnica insolita o con una funzione unica, per esempio per la scrittura in Braille, tende a salire di categoria.
I modelli “da cercare subito”, con valori indicativi
Quando mi capita di vedere una macchina da scrivere a un mercatino, la prima cosa che faccio è guardare targhetta, anno (se presente) e forma della tastiera. Alcuni modelli, anche se non perfetti, attirano subito l’attenzione di chi colleziona.
Ecco una panoramica dei nomi più ricercati, con stime che possono variare in base allo stato e alla domanda del momento.
| Modello | Periodo | Cosa la rende speciale | Valore stimato |
|---|---|---|---|
| Monde Multiplex | 1913 | Caratteri romani e corsivi, stampa a martello | circa 400 euro |
| Mignon 3 USB | 1905-1934 | Forma rettangolare, variante con tastiera inglese rara | circa 450 euro |
| Lelio Climax | 1914 | Linea elegante, presenza sul mercato tedesco | circa 500 euro |
| Sri L.MB Machine n.5 | circa 1900 | Tasti sferici e tamburo inclinato | circa 550 euro |
| Apice Braille | vari anni | Per non vedenti, design a sei tasti, scatola in legno | spesso più alta (caso per caso) |
Un dettaglio importante: le cifre “medie” servono a orientarsi, ma una stessa macchina può valere molto di più se è perfettamente funzionante e completa, oppure molto meno se ha parti mancanti o corrosione.
Il capitolo a parte, il mito delle portatili italiane
Qui entra in scena Olivetti, che per molti non è solo un marchio, ma una specie di immaginario collettivo fatto di redazioni, viaggi in treno, lettere battute di notte.
Le più amate sono le portatili, perché uniscono estetica e praticità. E sì, si trovano ancora in cantina o nelle case di famiglia.
Lettera 32 e “sorelle”, quando la condizione fa la differenza
La Lettera 32 è un oggetto di culto. Non sempre vale cifre altissime in assoluto, perché se ne trovano diverse, ma il valore cresce in modo netto quando ha queste caratteristiche:
- Custodia originale in buono stato.
- Tastiera integra, senza tasti crepati o sostituiti.
- Meccanica fluida, senza leve bloccate.
- Colori ricercati (spesso citati dai collezionisti: grigio verde e azzurro).
In pratica, due Lettera 32 possono sembrare uguali, ma una “vissuta male” è un pezzo decorativo, una “tenuta bene” diventa un oggetto da collezione.
Olivetti 22 e altri modelli storici
La Olivetti 22 è legata anche a figure iconiche del giornalismo, e questo aumenta l’interesse. Le custodie rare e in condizioni eccellenti, con meccanica pulita e completa, sono quelle che si muovono meglio sul mercato.
Poi ci sono modelli come la 82 Diaspro, prodotti in un arco temporale ampio. A volte compaiono a prezzi sorprendentemente bassi (anche 12-30 euro in vendite “non specializzate”), ma hanno un valore storico e di design che può emergere molto di più quando sono identificate correttamente e presentate bene.
Come capire in pochi minuti se hai tra le mani un pezzo “giusto”
Se vuoi una prima valutazione sensata, senza farti prendere dall’entusiasmo o dalla paura di sbagliare, controlla questi punti:
- Targhetta e numero di serie (aiutano a collocare il periodo).
- Funzionamento: prova i tasti, il carrello, il ritorno, la campanella.
- Stato estetico: ruggine, ammaccature, vernice saltata, parti mancanti.
- Accessori: custodia, manuale, spazzoline, nastri, eventuali chiavi.
E sul restauro? Se fatto bene può aumentare il valore, ma interventi improvvisati, verniciature aggressive o pezzi non originali possono fare l’effetto opposto.
La risposta che conta davvero
Sì, una vecchia macchina da scrivere può valere una fortuna, ma “fortuna” in questo mondo significa soprattutto modello raro, autenticità e condizioni eccellenti. Se in soffitta trovi un nome come Monde Multiplex o Mignon 3 USB, vale la pena fermarsi un attimo, guardarla con calma, e trattarla come si tratterebbe un oggetto delicato: perché potrebbe essere molto più di un ricordo.




