C’è un momento, ogni anno, in cui mi illudo che basti “una ricetta qualsiasi” per ottenere chiacchiere leggere come carta, piene di bolle e con quel crack delicato che sa di pasticceria. Poi assaggio, e capisco subito la verità: la differenza non la fa un ingrediente magico, la fa un gesto preciso, ripetuto con ostinazione.
Il segreto che cambia tutto: impastare davvero (e non solo “mescolare”)
Il trucco che porta le chiacchiere a un livello professionale è questo: dopo aver iniziato l’impasto in ciotola, va trasferito sulla spianatoia e lavorato energicamente a mano. Non due minuti, ma 10-15 minuti pieni.
Perché funziona? Impastando con energia sviluppi la rete di glutine, che intrappola minuscole sacche d’aria. In frittura, quell’aria si espande e crea le famose bolle, insieme a una croccantezza più “asciutta” e netta.
E qui entra in gioco il secondo asso nella manica.
Il liquore: non è solo profumo, è struttura
Un cucchiaio di liquore sembra un dettaglio, invece è una leva tecnica: rende l’impasto più elastico quando lo tiri sottile e, dopo la frittura, contribuisce a quella friabilità che non diventa mai gommosetta.
I più usati e affidabili:
- anice (classico e aromatico)
- grappa (più neutra)
- Strega o rum (più rotondi)
- in alternativa, vino bianco o marsala
Non serve esagerare, bastano 1-2 cucchiai.
Ingredienti (per circa 40-50 pezzi)
- 300 g di farina 00 (setacciata)
- 2 uova (oppure 1 uovo + 1 tuorlo per più friabilità)
- 35 g di zucchero semolato
- 1-2 cucchiai di liquore (anice, grappa o Strega)
- 25-35 g di burro morbido (oppure 1-2 cucchiai di olio di semi)
- scorza grattugiata di 1/2 limone non trattato
- 1 pizzico di sale
- olio di semi abbondante per friggere
- zucchero a velo per finire
Metodo (passo passo, senza inciampi)
Impasto in ciotola
Sbatti uova, zucchero, sale, scorza e liquore. Aggiungi il burro morbido (o l’olio), poi incorpora la farina poco alla volta.Il momento chiave: impasta sulla spianatoia
Trasferisci tutto su una spianatoia infarinata e impasta forte, con i palmi, tirando e ripiegando. Dopo 10 minuti sentirai la pasta cambiare: diventa liscia, elastica, compatta.Riposo
Forma una palla, avvolgi nella pellicola e lascia riposare 30 minuti in frigo (o circa 1 ora a temperatura ambiente). Questo rende la sfoglia più docile.Stesura sottilissima
Dividi l’impasto in 2-3 parti. Stendi a 1-2 mm, con matterello o macchina per la pasta (fino al penultimo spessore). Qui si decide la croccantezza.Taglio
Ritaglia rettangoli o strisce irregolari. Fai uno o due tagli centrali, aiutano la formazione delle bolle e una frittura più uniforme.Frittura perfetta
Olio abbondante a 170-180°C. Friggi pochi pezzi per volta, 1-2 minuti totali, girandoli rapidamente. Devono dorare, non scurire.Scolatura e zucchero
Scola su carta assorbente e spolvera con zucchero a velo quando sono ancora tiepide.
Errori comuni (e come evitarli)
- Chiacchiere dure: sfoglia troppo spessa o impasto poco lavorato (manca il lavoro sul glutine).
- Chiacchiere unte: olio non abbastanza caldo o pentola con poco olio.
- Niente bolle: poca impastatura, sfoglia non abbastanza sottile, oppure riposo saltato.
Un ultimo dettaglio “da laboratorio”
Se vuoi un risultato ancora più da vetrina, setaccia la farina e lavora in ambiente non troppo caldo. E ricorda che queste sorelle italiane, chiamate anche frappe, bugie o cenci, hanno origini antiche legate alle feste romane e alla tradizione del Carnevale: dove si esagera, sì, ma con stile.
Alla fine è proprio questo che mi piace delle chiacchiere: sembrano semplici, ma premiano chi ci mette le mani sul serio. E quando scrocchiano al primo morso, capisci che il “segreto” non era poi così segreto, era solo pratica.


