Questo atteggiamento del cane indica disagio

A volte lo vedi in un attimo: il cane è lì, apparentemente tranquillo, eppure “qualcosa” non torna. Magari smette di scodinzolare, irrigidisce le spalle, distoglie lo sguardo, e tu ti chiedi se stia per succedere qualcosa. Quell’atteggiamento, spesso sottovalutato, è uno dei modi più chiari con cui il cane ti sta dicendo: “Non mi sento a mio agio”.

L’atteggiamento chiave: la tensione che sale e il corpo che si “blocca”

Il segnale più rivelatore non è sempre un ringhio o un abbaio, anzi. Spesso il disagio inizia con un corpo rigido, come se il cane trattenesse il respiro.

Osserva soprattutto:

  • Irrigidimento del tronco e delle zampe, a volte un vero congelamento (si ferma di colpo).
  • Orecchie appiattite all’indietro, muso teso, fronte “corrugata”.
  • Coda bassa o tra le gambe, oppure ferma e “legnosa”.
  • Movimento nervoso, come camminare avanti e indietro senza meta.

Questo atteggiamento è importante perché spesso è la fase che precede l’escalation, il cane sta valutando se fuggire, evitare o, in casi limite, difendersi.

I segnali “silenziosi” che sembrano innocui (ma non lo sono)

Qui cascano in molti, perché sembrano gesti normali. In realtà sono spesso comportamenti di autocalmazione, come se il cane cercasse di abbassare la tensione da solo.

I più frequenti:

  • Leccarsi le labbra o il naso senza aver mangiato.
  • Sbadigli ripetuti quando non è stanco.
  • Ansimo in assenza di caldo o attività.
  • Grattarsi all’improvviso, o mordicchiarsi in modo insistente.

Se li noti mentre qualcuno lo fissa, lo accarezza con troppa insistenza, o in un ambiente nuovo, è molto probabile che stia comunicando stress.

Sguardo e distanza: quando il cane “parla” evitando

Un altro indizio forte è l’evitamento dello sguardo. Non è “disobbedienza” o “dominanza”, spesso è la richiesta più educata che possa fare: “Per favore, fammi spazio”.

Cerca questi dettagli:

  • gira la testa di lato mentre lo chiami,
  • si sposta dietro di te,
  • si mette in un angolo o si allontana lentamente,
  • fissa un punto fisso (come se si scollegasse dalla situazione).

A volte, insieme a questo, compaiono pupille dilatate e un’espressione “tirata”. È il corpo che reagisce, spesso coinvolgendo anche la risposta allo stress e ormoni come il cortisolo.

Vocalizzazioni e segnali fisici evidenti: quando il disagio trabocca

Quando lo stress cresce, alcuni cani diventano più rumorosi o fisicamente “instabili”:

  • guaiti, lamenti, ululati,
  • abbaio eccessivo senza un motivo chiaro,
  • tremori o scuotimenti, anche se non fa freddo,
  • ipersalivazione o respiro affannoso.

Non è sempre paura “pura”, può essere anche frustrazione, sovraeccitazione, confusione.

Il rifiuto del cibo: un campanello d’allarme sottile

Un cane motivato dal cibo che improvvisamente rifiuta snack o pasti sta dicendo molto. In contesti stressanti, alcuni cani non riescono proprio a mangiare, il corpo è in modalità allerta.

Se la perdita di appetito dura più di un giorno o si accompagna a vomito, diarrea, abbattimento, è prudente sentire il veterinario.

Cause comuni: cosa c’è dietro quel comportamento?

Nella vita reale, i fattori più tipici sono:

  1. Cambiamenti di routine (traslochi, nuovi orari, nuove persone).
  2. Ansia da separazione, spesso con vocalizzazioni e distruzione in casa.
  3. Noia e mancanza di stimoli, che può trasformarsi in iperattività o apatia.
  4. Rumori forti, visite, ambienti affollati, manipolazioni invadenti.

Cosa fare subito (senza complicarsi la vita)

Quando noti questi segnali, prova così:

  • aumenta la distanza dallo stimolo (una persona, un cane, un luogo),
  • abbassa l’intensità della situazione (meno contatto, meno richieste),
  • proponi un’attività semplice e familiare, come annusare a terra o cercare bocconcini,
  • osserva il contesto e prendi nota: quando succede, con chi, in che posto.

Se i segnali persistono per giorni, peggiorano, o compaiono ringhi e scatti, è il momento di coinvolgere un veterinario e, se necessario, un educatore cinofilo qualificato. Il punto non è “correggere” il cane, è capire il disagio prima che diventi un problema più grande.

Redazione Creattivamente News

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