Ti squilla il telefono, guardi lo schermo e vedi un numero che inizia con 44. Un attimo di esitazione, poi la domanda che ormai ci facciamo in tanti, “Rispondo o mi sto infilando in una trappola?”. L’allerta che gira in questi mesi nasce da un fenomeno reale e fastidioso, ma la verità, come spesso accade, è un po’ più sfumata: non tutte le chiamate con quel prefisso sono automaticamente una truffa, però vale la pena capire perché proprio il 44 è diventato un campanello d’allarme.
Perché il prefisso 44 fa scattare l’allerta
Il 44 è il prefisso internazionale del Regno Unito. Questo significa una cosa semplice: se non hai contatti, lavoro, parenti o servizi collegati al Regno Unito, una chiamata “a freddo” da quel prefisso è statisticamente più sospetta.
Molte truffe telefoniche puntano sull’effetto sorpresa: un numero estero, un tono urgente, magari una voce registrata che ti invita a “premere 1” o a richiamare. A quel punto il rischio non è solo “perdere tempo”, ma finire in un meccanismo studiato per farti:
- condividere dati personali o bancari,
- autorizzare operazioni “di sicurezza” che in realtà sono frodi,
- richiamare numeri a tariffazione anomala (schema meno comune, ma ancora presente).
Spoofing: la maschera che rende tutto più credibile
Il punto chiave è lo spoofing, cioè la falsificazione del numero chiamante. In pratica, chi ti contatta può far apparire sul display un numero diverso da quello reale, spesso per sembrare più “legittimo”, più vicino, più rassicurante.
Questa dinamica è collegata al modo in cui funziona la telefonia su reti moderne: i sistemi VoIP e alcune interconnessioni internazionali possono essere sfruttati per manipolare l’identificativo del chiamante, soprattutto quando mancano controlli di autenticazione robusti.
Ecco perché l’allerta sul 44 non va letta come “il Regno Unito ti truffa”, ma come “molte campagne fraudolente usano numerazioni estere e, tra queste, il 44 è frequente”.
Cosa è cambiato in Italia: filtri anti-spoofing dal 19 novembre 2025
Qui arriva la parte interessante, perché non siamo più fermi al “blocca e basta”. Dal 19 novembre 2025 gli operatori in Italia hanno attivato filtri anti-spoofing per intercettare le chiamate dall’estero che fingono di provenire da numerazioni italiane. Nei primi giorni, questi sistemi hanno bloccato 22,55 milioni di chiamate fake, con picchi fino a 7,46 milioni al giorno, riducendo un volume enorme, da circa 34 milioni a 7 milioni di chiamate giornaliere.
Questo non significa “problema risolto”, ma significa una cosa concreta: oggi è più difficile, rispetto a prima, travestirsi da numero italiano partendo dall’estero. E i casi residui vengono monitorati, con un’attenzione specifica all’identificazione dei responsabili.
Dal 1° gennaio 2026: “numero mascherato” quando non è autenticato
Un’altra novità utile, quasi “psicologica”, è l’introduzione dell’indicazione “numero mascherato” per le chiamate dall’estero con numeri non autenticati, a partire dal 1° gennaio 2026. In pratica, se non è possibile verificare con certezza la provenienza, lo vedrai subito sullo schermo.
È un dettaglio che cambia molto, perché toglie alle truffe uno degli strumenti più potenti: l’apparenza di normalità.
La vera svolta attesa: numeri brevi a tre cifre per chiamate legittime
Nei primi mesi del 2026 dovrebbero arrivare anche i numeri brevi a tre cifre per le chiamate commerciali legittime di soggetti autorizzati, come banche, assicurazioni, gestori energia e aziende certificate. L’idea è semplice e geniale: se la chiamata è “ufficiale”, arriva da un numero breve certificato e, soprattutto, non falsificabile dall’estero.
Questa soluzione è in fase sperimentale (con un percorso regolatorio avviato dal 17 dicembre 2025) e mira a rendere le chiamate dei call center finalmente più trasparenti.
Cosa fare se ti chiama un 44: la mini-checklist che uso anch’io
Quando vedo un prefisso estero inatteso, mi do 10 secondi e seguo queste regole pratiche:
- Non rispondere se non aspetto chiamate dall’estero, soprattutto da numeri sconosciuti.
- Se rispondo per errore, non confermo dati, nemmeno “Sì, sono io”.
- Se la voce parla di urgenze, blocchi, rimborsi o “problemi di sicurezza”, chiudo e richiamo io il canale ufficiale (sito, app, numero della carta).
- Segnalo le chiamate moleste al gestore o tramite le piattaforme dedicate, quando disponibili.
- Ricordo che i filtri aiutano, ma il rischio zero non esiste, quindi la vera difesa resta la verifica.
Alla fine, l’allerta sul 44 è utile se la leggi nel modo giusto: non come una condanna automatica, ma come un invito a rallentare, controllare, e non farti trascinare dall’urgenza. Perché le truffe, quasi sempre, vincono solo quando riescono a decidere loro i tempi al posto tuo.




