Canone TV in bolletta: ecco le nuove regole su costi, pagamento e disdetta

C’è un momento, ogni anno, in cui apri la bolletta della luce e ti chiedi: “Ma questo addebito… è di nuovo lui?”. Sì, il canone TV in bolletta torna puntuale anche nel 2026, con regole che sembrano sempre uguali finché non ti accorgi del dettaglio che cambia tutto: la scadenza giusta, la voce “residente”, la dichiarazione da rinnovare. Qui mettiamo ordine, senza giri di parole.

Quanto costa il canone RAI 2026 (e perché lo paghi in bolletta)

Nel 2026 il canone RAI resta a 90 euro annui. Dopo la parentesi della riduzione a 70 euro nel 2024, l’importo è rimasto stabile anche nel 2025 e non cambia per il 2026.

La logica è quella introdotta dal sistema “in bolletta”, attivo dal 2016: il canone è considerato un’imposta legata al possesso di un apparecchio TV (capace di ricevere il segnale digitale terrestre o satellitare). Il meccanismo presume che, se hai un’utenza elettrica domestica residente, in casa ci sia anche una TV.

In pratica, non è “un abbonamento”, ma un tributo collegato alla detenzione dell’apparecchio, secondo l’impostazione della televisione come mezzo di ricezione.

Come viene addebitato: 10 rate, da gennaio a ottobre

Il pagamento avviene quasi sempre in automatico, direttamente nella bolletta elettrica dell’utenza DOMESTICO RESIDENTE:

  • Totale annuo: 90 euro
  • Rate: 10 rate da 9 euro
  • Periodo: da gennaio a ottobre
  • Se la bolletta è bimestrale: spesso vedrai 18 euro per bimestre

Un consiglio pratico, di quelli che evitano discussioni in famiglia: guarda la bolletta e verifica che compaia chiaramente la dicitura “domestico residente”. È quella che fa scattare l’addebito automatico.

E se non hai una bolletta elettrica “residente”?

Se il canone non può essere addebitato in bolletta (per esempio perché non hai un’utenza elettrica intestata come residente), il pagamento avviene con modello F24.

La scadenza indicata è 31 gennaio 2026, ma nel 2026 cade di sabato, quindi il termine slitta a lunedì 2 febbraio 2026. Questa data è importante anche per chi vuole evitare l’addebito, ci torniamo tra poco.

Esenzione ed esonero: chi può non pagare (davvero)

Qui è facile fare confusione, perché “non pagare” non avviene da solo: serve una dichiarazione sostitutiva da inviare all’Agenzia delle Entrate, e nella maggior parte dei casi va rinnovata.

Le principali situazioni:

  • Non possiedi alcun televisore: puoi chiedere l’esonero per “assenza apparecchi TV”.
  • Over 75: esenzione se hai almeno 75 anni e un reddito annuo complessivo (tu + coniuge) non superiore a 8.000 euro, senza conviventi con reddito proprio (sono esclusi colf e badanti). Inoltre la TV deve trovarsi nella residenza.

Altre categorie possono avere diritto all’esonero, ma il punto chiave resta lo stesso: se non presenti la dichiarazione, l’addebito riparte.

La data che cambia tutto: quando inviare la dichiarazione

Le finestre temporali fanno la differenza tra “non pagare mai nel 2026” e “iniziare a pagare e poi recuperare”.

Quando presenti la dichiarazioneCosa ottieni
1° luglio 2025 – 2 febbraio 2026Esonero per tutto il 2026
3 febbraio 2026 – 30 giugno 2026Esonero solo secondo semestre 2026
Dopo 30 giugno 2026Effetto dall’anno successivo

La scadenza “da cerchiare” è quindi 2 febbraio 2026.

Come fare disdetta/esenzione: canali e passaggi essenziali

La richiesta va inviata all’Agenzia delle Entrate, non al fornitore di energia e nemmeno alla RAI. Puoi procedere:

  1. Online (area riservata, se disponibile per la tua situazione)
  2. PEC
  3. Raccomandata (seguendo istruzioni e indirizzi ufficiali)

Tieni a mente due cose molto concrete:

  • Se non rinnovi quando richiesto, l’addebito torna automaticamente.
  • Se hai pagato senza doverlo, puoi chiedere rimborso con una procedura dedicata.

In sintesi: cosa controllare oggi per non sorprenderti domani

  • Importo 2026: 90 euro
  • In bolletta: 10 rate da 9 euro (gennaio-ottobre)
  • Controlla la dicitura DOMESTICO RESIDENTE
  • Se vuoi l’esonero pieno 2026, invia tutto entro 2 febbraio 2026
  • La richiesta va sempre all’Agenzia delle Entrate, e spesso va rinnovata

Se la sensazione è “se sbaglio una data pago”, non è solo una sensazione. Ma con questi riferimenti, la bolletta smette di essere un piccolo thriller mensile e torna a essere, finalmente, leggibile.

Redazione Creattivamente News

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