Ti è mai capitato di rispondere a una chiamata “sconosciuta” e sentire dall’altra parte una voce troppo sicura, troppo veloce, come se sapesse già tutto di te? In quei secondi, spesso, la cosa più pericolosa non è quello che ti chiedono, ma la parola che rischi di regalare senza pensarci.
La frase da evitare (e perché)
La frase è una sola, piccola, apparentemente innocente: “sì”.
Il punto non è che dire “sì” sia sbagliato in generale, ma che in alcune truffe telefoniche la tua voce può diventare un pezzo di “materiale” da manipolare. Chi opera in modo fraudolento può registrare la chiamata, ottenere un “sì” in risposta a una domanda banale (“Parlo con Mario Rossi?”), e tentare di farlo sembrare un consenso a un contratto, a un cambio di fornitore o a un’autorizzazione.
Non succede sempre, e molte attività di call center sono legittime, ma la tecnica esiste e funziona proprio perché si appoggia su un riflesso automatico: rispondere “sì” per chiudere in fretta la prima domanda.
Come ti “incastrano” con una domanda semplice
Lo schema è spesso ripetitivo, e proprio per questo è utile riconoscerlo:
- Ti chiamano da un numero che sembra italiano e “normale”.
- L’operatore incalza con domande a risposta secca.
- Cerca un “sì” pulito, isolato, pronunciato chiaramente.
- Spinge verso un’offerta “urgente” (energia, telefonia, servizi vari).
A rendere tutto più credibile c’è spesso lo spoofing, cioè la possibilità di far comparire sul display un numero che non è quello reale, talvolta mascherando chiamate dall’estero come se fossero locali. Questo dettaglio abbassa le difese: “Se è un numero italiano, sarà ok”. E invece no, non è una garanzia.
Cosa dire al posto di “sì” (senza sembrare scortese)
Non serve diventare sospettosi con chiunque, basta cambiare abitudine. Se ti chiedono conferme, usa formule che non contengono “sì”:
- “Sono io.”
- “Parla con Mario Rossi.”
- “Mi dica pure di cosa si tratta.”
- “Le confermo il nome, ma non do consensi al telefono.”
Se insistono con domande chiuse, prendi tu il controllo: chiedi l’azienda, la partita IVA, il motivo della chiamata e soprattutto chiedi di inviare tutto via canale verificabile (email o area clienti ufficiale). Chi è serio non si offende.
I dati che non dovresti mai dare al telefono
Qui la regola è semplice: se ti sentono titubante, spesso alzano la pressione. Ma alcuni dati, al telefono, sono un regalo troppo grande:
- Codice fiscale
- IBAN
- Foto di documenti o numeri di documento
- Codici OTP, PIN o password
- Dati completi di fornitura se non sei tu ad aver chiamato (POD, PDR e simili)
Un operatore legittimo può avere procedure di identificazione, certo, ma tu non hai modo di sapere con certezza chi c’è dall’altra parte. Quindi la prudenza vince.
“Problemi in bolletta” e altre frasi che dovrebbero accendere la spia
Molte chiamate truffaldine usano una sceneggiatura emotiva: urgenza, paura, colpa, “ultima occasione”. Alcuni esempi tipici:
- “La sua fornitura risulta irregolare, dobbiamo sistemare subito.”
- “Se non accetta oggi, rischia penali o distacchi.”
- “Lei è tra i selezionati per evitare aumenti.”
Se davvero ci fosse un problema, la strada più sicura è una sola: chiudi la chiamata e contatta tu il tuo fornitore tramite numero ufficiale, bolletta o app. Nessuno dovrebbe impedirti di verificare.
Le difese pratiche che funzionano davvero
Per ridurre il bombardamento e aumentare la sicurezza, puoi muoverti su più livelli:
- Iscriviti al Registro Pubblico delle Opposizioni (vale per fissi e mobili). Non è una barriera assoluta, ma riduce molte chiamate promozionali.
- Controlla sempre i consensi quando firmi nuovi contratti, perché alcuni contatti possono riattivarsi.
- Blocca numeri sospetti e usa filtri antispam del telefono o dell’operatore.
- Segui gli aggiornamenti sulle misure contro le chiamate con numerazione camuffata, anche grazie agli interventi regolatori previsti da Agcom, che puntano a limitare lo spoofing in ingresso.
Se hai il dubbio di aver detto “sì”
Non farti paralizzare dall’ansia. Se temi che una chiamata sia stata ambigua:
- Segna data, ora e numero chiamante (anche se può essere falsato).
- Controlla nei giorni successivi email, SMS e area clienti dei tuoi fornitori.
- Se arriva un contratto non richiesto, contesta subito e chiedi l’annullamento, conservando ogni prova.
La chiave è questa: non devi vincere una discussione con un call center, devi proteggere la tua identità. E spesso basta una micro-abitudine, sostituire “sì” con una risposta neutra, per togliere ai truffatori l’unico pezzo che stavano cercando.




