Ti è mai capitato di uscire da una visita con la sensazione di aver pagato “solo un ticket”, e poi scoprire che, in realtà, avresti potuto non pagare nulla? Nel 2026 l’esenzione ticket sanitario resta una delle cose più utili, e più sottovalutate, per alleggerire davvero le spese di visite specialistiche, esami diagnostici e, in alcuni casi, accessi al pronto soccorso non urgenti. La buona notizia è che, se rientri nei requisiti, il diritto è concreto. La cattiva è che spesso bisogna saperlo chiedere nel modo giusto.
Cosa copre l’esenzione ticket (e cosa no)
In generale, l’esenzione riguarda il pagamento del ticket su prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale: visite, analisi, diagnostica, alcune prestazioni di specialistica ambulatoriale. Non è una “tessera magica” valida per tutto: alcune prestazioni restano a pagamento, e le regole possono cambiare tra Regioni. Se vuoi un’immagine semplice, pensa all’esenzione come a un “interruttore” che si accende solo su determinate ricette e in determinate condizioni, soprattutto al momento della prescrizione.
Le esenzioni per reddito: i codici da ricordare
La parte che interessa più persone è l’esenzione per reddito, legata a età e situazione lavorativa. I codici nazionali più comuni sono questi:
| Codice | Chi rientra | Limite reddito familiare annuo |
|---|---|---|
| E01 | Bambini sotto i 6 anni o over 65 | ≤ 36.151,98 € |
| E02 | Disoccupati e familiari a carico | ≤ 8.263,31 € (+1.516,74 coniuge, +516,46 per figlio) |
| E03 | Titolari assegno sociale e familiari | In genere automatico (via INPS) |
| E04 | Pensionati al minimo over 60 e familiari | Stesse soglie E02 |
Qui vale una regola pratica: conta il reddito familiare e la tua condizione deve essere vera nel momento in cui il medico emette la prescrizione. Se la situazione cambia (nuovo lavoro, pensione, variazione del nucleo), va aggiornato tutto.
Patologie e invalidità: quando il reddito non conta
C’è poi un capitolo fondamentale, spesso più “potente” dell’esenzione per reddito: l’esenzione per patologie croniche o invalidanti e per invalidità. In questi casi non si guarda al reddito, ma alla diagnosi e alla certificazione.
Rientrano, per esempio, molte condizioni croniche come diabete, malattie cardiovascolari, patologie oncologiche, malattie rare, oltre a situazioni di invalidità riconosciuta (ad esempio 100% civile, cecità, ecc.). L’ASL assegna un codice specifico e l’esenzione può essere permanente o temporanea (con scadenza e rinnovo). Se ti sembra un labirinto, è normale: ogni patologia ha il suo “perimetro” di prestazioni esentabili, spesso indicato nei documenti dell’ASL.
Altri casi: gravidanza, prevenzione e tutele specifiche
Nel 2026 restano attive anche esenzioni legate a:
- gravidanza (per controlli e prestazioni previste),
- prevenzione oncologica (screening e percorsi regionali),
- alcune situazioni particolari collegate a stato occupazionale o indennità.
Qui la differenza la fanno i dettagli locali: alcune Regioni introducono codici aggiuntivi o proroghe (puoi trovare sigle regionali tipo E90, E91, E92 in certe realtà). Conviene sempre verificare sul portale regionale o ASL.
Come richiedere l’esenzione nel 2026 (senza impazzire)
Per non perdere tempo, ti consiglio di seguire un ordine semplice.
- Verifica il requisito giusto
- Reddito dell’anno precedente (dichiarazione redditi o ISEE, quando richiesto).
- Stato occupazionale (disoccupazione, pensione, assegno sociale).
- Certificazioni mediche per patologie o invalidità (se è il tuo caso).
- Prepara i documenti
- Tessera sanitaria e documento.
- Eventuale ISEE aggiornato o dati reddituali richiesti.
- Autocertificazione secondo il DPR 445/2000.
- Certificati: disoccupazione, verbali, attestazioni specialistiche.
- Scegli la modalità più comoda
- Online tramite portale ASL/Regione con SPID (livello 2), CIE o TS-CNS.
- Di persona in ASL o sportelli dedicati.
- Tramite medico di base, quando previsto per inserire correttamente l’esenzione in ricetta o guidarti nella pratica.
Rinnovi e scadenze: la trappola più comune
Molte esenzioni per reddito richiedono rinnovo tramite autocertificazione, spesso entro finestre precise (in molte aree si parla del 31 marzo 2026, ma non è uguale ovunque e possono esistere proroghe locali). Il consiglio più concreto è questo: segnati la scadenza, perché l’esenzione non “cade” con un avviso gentile, semplicemente smette di risultare attiva e te ne accorgi al pagamento.
Se ti respingono la domanda: cosa fare subito
Se l’ASL respinge, non significa che tu non ne abbia diritto. Spesso è un documento mancante, un reddito inserito male, una composizione familiare non aggiornata. Chiedi la motivazione, integra i documenti e ripresenta.
In pratica, ottenere l’esenzione ticket sanitario nel 2026 è un mix di requisiti chiari e burocrazia gestibile: una volta che identifichi il codice giusto (E01, E02, E03, E04 o quello per patologia), e invii la richiesta nel canale corretto, il risparmio diventa reale, e spesso anche immediato. Per orientarti tra regole nazionali e differenze locali, una lettura rapida su ISEE può aiutarti a capire quale documento ti servirà davvero.




