Ti immagini la scena, gratti, vedi comparire quei numeri, e per un attimo il mondo si ferma: 10.000 euro. Il cuore accelera, già ti vedi a saldare una spesa rimandata da mesi, o a prenotare quel viaggio che dici “prima o poi”. Poi arriva la domanda che quasi nessuno si fa subito, ma che prima o poi bussa forte: “Quanti me ne restano davvero?”
La cifra esatta che ti trattengono: 1.900 euro
Su una vincita lorda di 10.000 euro al Gratta e Vinci, lo Stato trattiene esattamente 1.900 euro. Il risultato è semplice e, se vuoi, anche un po’ spiazzante per chi pensa che la tassa si applichi sull’intero importo: alla fine incassi 8.100 euro netti.
La regola chiave è questa: fino a una certa soglia non paghi nulla, oltre, paghi solo sulla parte che supera la soglia. Ed è proprio lì che si fa (o si perde) chiarezza.
Come funziona davvero la tassazione in Italia
In Italia le vincite dei Gratta e Vinci sono esenti da imposte fino a 500 euro. È come una franchigia: i primi 500 euro restano intoccati.
Superata quella soglia, scatta un’imposta del 20%, ma attenzione, solo sulla parte eccedente i 500 euro. Questa impostazione è coerente con la disciplina introdotta dal 1° marzo 2020 e con quanto indicato in ambito fiscale.
Se ti interessa inquadrare il tema in modo più ampio, tutto rientra nel concetto di imposta, cioè un prelievo obbligatorio stabilito dalla legge.
Il calcolo passo per passo (senza trucchetti)
Mettiamo i numeri sul tavolo, uno alla volta, così diventa impossibile confondersi:
- Vincita lorda: 10.000 euro
- Quota esente: 500 euro
- Quota tassabile: 10.000 – 500 = 9.500 euro
- Imposta dovuta: 20% di 9.500 = 1.900 euro
- Netto che incassi: 10.000 – 1.900 = 8.100 euro
In altre parole, la trattenuta non è “un 20% secco” sui 10.000, ma un 20% calcolato su 9.500. Ed è per questo che la cifra trattenuta è precisa, non “circa”.
Mini riepilogo in tabella
| Voce | Importo |
|---|---|
| Vincita lorda | 10.000 € |
| Parte esente | 500 € |
| Parte tassabile | 9.500 € |
| Tassa (20%) | 1.900 € |
| Netto | 8.100 € |
Quando avviene la trattenuta (e perché spesso non te ne accorgi)
Per importi fino a 10.000 euro, la trattenuta avviene automaticamente al momento della riscossione in ricevitoria o nel canale previsto. È uno di quei meccanismi “silenziosi”: tu ritiri il netto e fine, senza dover compilare moduli o fare calcoli (anche se sapere come funziona ti evita sorprese).
Per somme superiori a 10.000 euro, invece, entra in gioco una procedura dedicata presso i canali ufficiali delle lotterie, ma la logica fiscale resta la stessa, cambia il percorso di pagamento, non l’aliquota.
Cartaceo o online: cambia qualcosa?
No, e questa è una delle cose più rassicuranti: la tassazione è identica per Gratta e Vinci cartacei e digitali. Che tu abbia in mano il biglietto o abbia giocato online, la regola dei 500 euro esenti e del 20% sull’eccedenza resta invariata.
E le “voci” sulle aliquote a scaglioni?
Ogni tanto spuntano spiegazioni che parlano di percentuali diverse in base alla fascia di vincita. È vero che nel mondo del gioco esistono meccanismi differenti a seconda del prodotto, ma per i Gratta e Vinci, le indicazioni più solide e recenti convergono sul 20% oltre i 500 euro.
Il modo più pratico per non sbagliarsi è ricordare una sola frase: paghi il 20% solo sulla parte che supera 500 euro.
Quindi, quanto ti resta in tasca?
Se vinci 10.000 euro, la risposta non è “più o meno”, è netta: 8.100 euro. E sapere che lo Stato trattiene 1.900 euro ti permette di fare subito i conti con la realtà, magari ancora con l’adrenalina addosso, ma senza illusioni.
Alla fine, la sorpresa non è tanto la tassa, quanto la semplicità del calcolo: una soglia, un’aliquota, e un netto che puoi mettere nero su bianco in trenta secondi.




