Ti immagini quel momento, la schedina in mano, il cuore che fa un salto e una frase che rimbalza in testa: “E adesso come si incassano davvero questi soldi?”. È lì che, quasi sempre, entra in scena una figura che molti non si aspettano, il notaio. E sì, può costare, ma non nel modo “mitologico” che si legge in giro.
Quando (e come) entra in gioco il notaio
Per le vincite piccole la procedura è semplice. Ma quando si parla di importi importanti, tipicamente oltre certe soglie operative (si cita spesso 52.000 euro o, più in generale, vincite milionarie), il ritiro diventa una faccenda più formale.
Di solito hai due strade:
- Presentarti di persona, con la ricevuta originale, rispettando i tempi (in genere entro 90 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale).
- Delegare un notaio, che si occupa della riscossione al tuo posto.
La seconda opzione non è solo “comodità”. È una scelta che molti fanno per respirare, proteggersi e non esporsi.
Perché è necessario (o almeno molto utile)
La parola chiave qui è: garanzia. Un notaio non serve a “fare scena”, ma a mettere un recinto legale attorno a una somma che cambia la vita.
Ecco cosa fa, concretamente:
- Certifica l’identità del vincitore (o del delegante).
- Verifica la validità della schedina e la documentazione.
- Verbalizza la riscossione, lasciando traccia formale dell’operazione.
- Offre riservatezza grazie al segreto professionale, un dettaglio che, quando si parla di milioni, diventa oro.
- Può aiutare a mantenere un certo anonimato operativo, riducendo passaggi diretti e “attenzioni” indesiderate.
Nelle vincite più alte, inoltre, l’erogazione avviene spesso tramite bonifico sul conto del vincitore. E anche qui, avere qualcuno che controlla e formalizza passaggi e deleghe può evitare problemi e fraintendimenti.
Quanti soldi vanno davvero al notaio (numeri realistici)
Qui circolano racconti da brividi, tipo “si prendono il 10%”. Nella pratica, però, le stime più credibili convergono su un altro scenario: il compenso è concordato liberamente tra le parti e spesso si colloca tra l’1% e il 3% dell’importo lordo.
Quindi, se la vincita è enorme, la cifra assoluta può essere alta, ma la percentuale resta quella fascia.
Esempio su 20 milioni lordi:
- 1%: 200.000 euro
- 3%: 600.000 euro
E le percentuali 6-10%? Più che dati solidi, sono spesso “stime confuse” che rimbalzano online senza verifiche.
Una nota importante, che sorprende quasi tutti: in diversi casi, i costi notarili risultano a carico del concessionario o comunque possono essere minimi per il vincitore (da qualche centinaio a poche migliaia di euro). Non è una regola identica per ogni situazione, ma è abbastanza frequente da ridimensionare l’ansia.
Il vero “taglio” è altrove: tasse e netto finale
Se c’è una voce che pesa davvero, quella è fiscale. Dal 1° marzo 2020 si applica una ritenuta del 20% sulla parte eccedente 500 euro, trattenuta direttamente dal concessionario.
Per capirci, su una cifra enorme l’impatto è immediato, molto più del notaio.
Simulazione su 20 milioni di euro lordi
| Voce | Importo |
|---|---|
| Tasse (20% sulla parte eccedente 500 euro) | 3.999.900 euro |
| Notaio (1-3% sul lordo) | 200.000-600.000 euro |
| Netto al vincitore | circa 15,4-15,8 milioni |
Il punto chiave è questo: il netto comunicato dal concessionario di solito è già al netto delle tasse, quindi quando senti dire “ha vinto X milioni”, spesso quel numero è già “ripulito” dalla trattenuta fiscale.
Come scegliere senza rimpianti
Se ti capita una vincita importante, il notaio non è un pedaggio misterioso, è un professionista che può diventare una cintura di sicurezza. Il consiglio più pratico è:
- chiedere un preventivo scritto,
- chiarire se il costo è a tuo carico o meno,
- concordare bene percentuale o forfait,
- e ricordarti che, nel quadro generale, la differenza la fanno soprattutto tasse e gestione intelligente del dopo.
In fondo, il notaio serve a una cosa molto semplice: trasformare un colpo di fortuna in un incasso ordinato, tutelato e, per quanto possibile, discreto, come vuole la logica del notariato.




