Hai un terreno agricolo? Da oggi potrebbe valere il doppio per questa ragione

C’è un momento in cui ti accorgi che un pezzo di terra, magari ereditato o comprato “quando costava poco”, non è solo campagna. È una leva. E con le regole giuste può diventare improvvisamente molto più interessante, almeno dal punto di vista fiscale.

La ragione vera: la rivalutazione fiscale diventa strutturale nel 2026

La novità che sta facendo parlare chi possiede terreni agricoli è la rivalutazione fiscale strutturale introdotta dalla Legge di Bilancio 2026. In pratica, non si tratta più di una finestra sporadica che compare ogni tanto, ma di una possibilità ricorrente, con regole definite, per riallineare il valore fiscale del terreno al suo valore di mercato.

Perché questo può far dire “vale il doppio”? Perché molti terreni sono iscritti fiscalmente a un valore storico bassissimo (specie se acquistati anni fa). Se oggi quel terreno ha un valore reale molto più alto, aggiornare il valore fiscalmente riconosciuto può ridurre o azzerare la futura tassazione su una plusvalenza in caso di vendita o riorganizzazione patrimoniale. Non è magia, è pianificazione.

Come funziona, senza tecnicismi inutili

La rivalutazione richiede due passaggi chiave:

  1. Perizia asseverata: un professionista stima il valore attuale del terreno e lo certifica secondo le forme previste.
  2. Imposta sostitutiva: si paga un’imposta del 18% calcolata sul valore rivalutato (con possibilità di rateizzazione triennale, utile se vuoi proteggere la liquidità).

La scadenza indicata è entro il 30 novembre 2026. È una data da tenere davvero a mente, perché qui il tempo cambia il risultato.

“Raddoppiare” cosa, esattamente?

Mettiamola in modo concreto: spesso ciò che “raddoppia” non è il prezzo che qualcuno ti offre domani mattina, ma il valore fiscale riconosciuto. Ed è proprio quello che fa la differenza quando:

  • vendi il terreno e vuoi ridurre la plusvalenza tassabile,
  • lo conferisci in una società o lo usi in una riorganizzazione,
  • pianifichi un passaggio generazionale con numeri più aderenti alla realtà,
  • vuoi evitare che un valore storico troppo basso ti crei effetti fiscali sproporzionati.

Un dato che aiuta a orientarsi: nel 2024 il valore medio dei terreni agricoli è stato indicato intorno a 22.400 euro/ettaro, con una crescita annua di circa +1%, e con una dinamica reale che in alcune aree è risultata più forte dell’inflazione. Se il tuo valore “in carico” è fermo a decenni fa, capisci perché l’aggiornamento può sembrare un salto enorme.

Checklist pratica per capire se ti conviene

Prima di partire “a sentimento”, io farei questa mini verifica:

  • Hai in mente una vendita nei prossimi anni?
  • Il terreno è stato acquistato o ricevuto quando i valori erano molto più bassi?
  • Ti serve un valore realistico per una pianificazione patrimoniale?
  • Puoi sostenere l’imposta (anche a rate) senza stressare il cash flow?

Se rispondi sì ad almeno due punti, vale la pena approfondire con un tecnico e un consulente fiscale.

Non solo rivalutazione: i bonus 2026 che rendono i terreni più appetibili

Qui arriva la parte interessante: nel 2026 non c’è solo la rivalutazione. Ci sono strumenti che possono aumentare l’attrattività del terreno per chi vuole comprarlo, avviarlo, innovarlo.

Strumento 2026A cosa servePunto forte
Generazione Terra 2026Favorire acquisto terreni per giovaniFinanziamento fino al 100% del prezzo, con condizioni dedicate
Agevolazioni PPCAgevolare acquisti per coltivatori diretti, IAP e under 40Imposte in misura fissa (con requisiti e tempi di iscrizione)
Finanziamenti per investimentiSupportare macchinari, miglioramenti, progettiImporti importanti e durata pluriennale

In particolare, il bando “Generazione Terra 2026” (con apertura attesa in primavera) punta su giovani imprenditori e startup agricole, con possibilità di finanziare l’acquisto e, in alcuni casi, con un contributo per chi diventa nuovo capo azienda. Il riferimento operativo, in questo caso, è ISMEA, che pubblica requisiti e finestre aggiornate.

Il punto finale: non è solo “quanto vale”, ma come lo fai valere

La sensazione di avere un terreno che “da oggi vale il doppio” nasce da una cosa molto concreta: poter riscrivere il suo valore fiscale in modo stabile e programmabile. Se poi ci aggiungi bandi e agevolazioni, quel terreno può diventare più facile da vendere, più finanziabile, o più strategico per un progetto agricolo moderno. E a quel punto sì, cambia davvero prospettiva.

Redazione Creattivamente News

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