Perché i pomodori si spaccano? Le cause e la soluzione più efficace

C’è un momento, a metà estate, in cui ti avvicini alla pianta convinto di raccogliere il pomodoro perfetto e invece lo trovi lì, bellissimo ma “ferito”, con una spaccatura che sembra arrivata da un giorno all’altro. La cosa sorprendente è che, quasi sempre, non è colpa tua in senso stretto, è la pianta che reagisce a un cambio di ritmo.

Perché succede davvero: il meccanismo più comune

La causa numero uno è semplice e un po’ inevitabile: variazioni idriche improvvise durante la maturazione. Immagina il terreno che passa da “assetato” a “zuppo” nel giro di poco, magari dopo un temporale o un’annaffiatura abbondante fatta per recuperare giorni di secco.

Quando le radici trovano acqua in eccesso la assorbono rapidamente, questa acqua arriva alla polpa del frutto che si gonfia in fretta. La buccia, però, ha un limite di elasticità e non riesce a espandersi allo stesso ritmo. Risultato: la buccia si rompe. È lo stesso principio di un palloncino riempito troppo velocemente.

In agronomia questa spaccatura rientra tra i fenomeni legati alla gestione della pressione interna del frutto (un tema che ritrovi spesso parlando di agronomia), soprattutto quando il frutto è già vicino alla piena maturazione.

I fattori che amplificano il problema (e lo rendono più frequente)

Anche se l’acqua è il “grilletto”, ci sono condizioni che rendono i pomodori più vulnerabili, come se la buccia fosse già sotto stress.

  • Sbalzi termici: giornate molto calde e notti fresche cambiano la risposta della pianta, la buccia diventa più fragile e l’assorbimento di liquidi può diventare irregolare.
  • Bassa umidità atmosferica: l’aria secca aumenta la traspirazione, la pianta perde più acqua, poi quando finalmente arriva acqua dal terreno tende a “recuperare” in modo troppo rapido.
  • Varietà genetiche: le cultivar a frutto grande sono spesso più inclini alla spaccatura, mentre ciliegini e datterini risultano in genere più resistenti grazie a buccia e struttura diverse.
  • Carenza di calcio: il calcio è un elemento strutturale, contribuisce alla consistenza dei tessuti. Se scarseggia, la buccia può cedere più facilmente.

La soluzione più efficace: tenere stabile l’umidità del terreno

Qui arriva la parte che cambia tutto, perché non serve “dare più acqua”, serve darla meglio. L’obiettivo è uno solo: mantenere costante l’umidità del terreno senza picchi.

Ecco un piano pratico in cinque mosse, quello che di solito fa la differenza già nel giro di una o due settimane:

  1. Controlla il terreno prima di bagnare
    Infila un dito a 5-10 cm di profondità. Deve essere fresco e leggermente umido, non polveroso ma neppure fradicio.

  2. Irriga con regolarità, non a colpi
    Evita il ciclo “secco per giorni, poi secchiate”. Meglio poco e costante. In molti orti bastano 2-3 irrigazioni a settimana, adattando in base a caldo e tipo di suolo.

  3. Ombreggia nelle ore più calde
    Una rete ombreggiante leggera riduce lo stress e aiuta la pianta a gestire meglio i liquidi. Anche l’evapotraspirazione si stabilizza.

  4. Gestisci i concimi in maturazione
    In fase di fruttificazione e maturazione, riduci l’eccesso di azoto (che spinge vegetazione “tenerona”) e punta su un equilibrio con potassio e calcio.

  5. Prepara il terreno per drenare bene
    Un terreno ben lavorato e ricco di struttura permette all’acqua di scendere in profondità. Così eviti ristagni improvvisi e la pianta assorbe in modo più uniforme.

Quando puoi mangiarli e quando invece è meglio eliminarli

Non tutte le spaccature sono una tragedia. Se la crepa è superficiale, il pomodoro spesso si può consumare subito, magari tagliando via la parte lesionata.

Conviene invece rimuovere i frutti quando noti:

  • spaccature profonde che espongono la polpa,
  • muffe o odori anomali dentro la crepa,
  • un danno che interessa più del 30% del frutto.

In quel caso il rischio è che la lesione diventi una porta d’ingresso per marciumi e insetti, e lasciare il frutto sulla pianta può peggiorare la situazione generale.

Il punto chiave da ricordare

I pomodori si spaccano soprattutto perché la pianta passa da sete a “troppa acqua” in poco tempo. La soluzione più efficace non è correre ai ripari con irrigazioni abbondanti, ma costruire una routine: umidità costante, caldo meno aggressivo, nutrizione equilibrata. E quando la pianta trova stabilità, te lo restituisce con frutti più sodi, integri e davvero soddisfacenti da raccogliere.

Redazione Creattivamente News

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