Ti è mai capitato di entrare in una stanza e dimenticare perché ci sei entrato? A me sì, e la cosa curiosa è che non significa affatto “avere poca memoria”. Spesso vuol dire solo che il cervello è pieno, distratto, o che non gli stiamo dando gli strumenti giusti. La buona notizia è che la memoria si allena davvero, un po’ come un muscolo, con esercizi semplici e sorprendentemente quotidiani.
Prima di tutto, come funziona davvero la memoria
La memoria non è un cassetto unico. È un sistema fatto di attenzione, codifica (come registri l’informazione) e richiamo (come la recuperi). Se manca l’attenzione, il ricordo non si “scrive” bene, e poi ci sembra di averlo perso.
Un concetto chiave è la neuroplasticità, cioè la capacità del cervello di cambiare con l’esperienza. Tradotto, ogni piccola abitudine può essere un allenamento.
Tecniche di memorizzazione che funzionano (e non richiedono talento)
Qui la differenza la fanno metodi pratici, non la forza di volontà.
Ripetizione attiva, ma con un trucco
Ripetere “a pappagallo” aiuta poco. Funziona invece la ripetizione attiva: ripeti a voce e collega subito a un’immagine concreta.
Esempio: conosci Dino. Dici, “Piacere Dino”, e te lo immagini su un dinosauro. Sembra sciocco, ma la memoria ama le immagini vivide.
Raggruppamento (chunking)
Se devi ricordare 3331234567, non lottare con dieci cifre. Spezzalo:
- 333
- 123
- 4567
Questo raggruppamento riduce il carico mentale e rende il richiamo più stabile.
Visualizzazione per numeri e concetti
Trasforma simboli astratti in oggetti:
- 1 = candela
- 5 = gancio
- 3 = cuore
Poi crea una scena movimentata, tipo una candela che “aggancia” un cuore. Più è strana, più rimane.
Acronimi e acrostici
Due strumenti rapidissimi:
- Acronimi: una parola con le iniziali (per esempio per liste).
- Acrostici: una frase in cui ogni parola inizia con la lettera giusta.
Sono perfetti per sequenze e categorie, soprattutto quando studi.
Flashcard intelligenti
Le flashcard funzionano se le usi bene: non ripassare solo ciò che sai già. Concentrati sugli errori e torna più spesso su quelli. App come Anki aiutano, ma bastano anche cartoncini.
Riassunti e mappe mentali
Il punto non è copiare, ma rielaborare. Scrivi con parole tue e crea collegamenti visivi. Le mappe mentali sono utilissime quando ti senti “pieno” di informazioni.
Giochi cognitivi: divertenti, ma anche seri
Se scegli bene, i giochi sono palestra mentale vera.
Prova a ruotare tra:
- Cruciverba e anagrammi (lessico e associazioni)
- Sudoku (logica e memoria di lavoro)
- Moltiplicazioni a mente o conto alla rovescia (attenzione sostenuta)
- Scacchi o dama (pianificazione)
I benefici più frequenti sono concentrazione, memoria a breve termine, flessibilità mentale e una migliore capacità di risolvere problemi, soprattutto se li fai con regolarità.
Esercizi sensoriali e di concentrazione (quelli che non ti aspetti)
Qui entriamo in un territorio curioso, perché alleni il cervello senza “studiare”.
Scrivere con la mano non dominante
Sì, all’inizio sembra una firma da film. Ma è un esercizio potente per coordinazione, attenzione e controllo motorio. Bastano 2 minuti al giorno: una lista della spesa o una frase.
Micro-mindfulness quotidiana
Invece di “meditare” per forza, usa momenti normali:
- Sotto la doccia, occhi chiusi, nota suoni e contatto dell’acqua
- In cucina, concentra l’attenzione su odori e consistenze
- Camminando, ascolta tre suoni diversi senza giudicarli
Stai allenando l’attenzione, la porta d’ingresso della memoria.
Immaginazione guidata
Chiudi gli occhi e costruisci una storia partendo da un oggetto banale (una chiave, una tazza). Oppure prendi un tuo ricordo e “spostalo” in un’epoca diversa. È un esercizio sorprendente per memoria episodica e creatività.
Una mini-routine di 10 minuti al giorno
Se vuoi qualcosa di pratico, prova così:
- 3 minuti di flashcard (solo quelle sbagliate)
- 3 minuti di gioco, sudoku o anagrammi
- 2 minuti di scrittura con mano non dominante
- 2 minuti di richiamo: ripensa a una notizia e ricostruisci chi, dove, quando, cosa
Dopo una settimana, di solito noti una cosa precisa: non è che “ricordi tutto”, ma ti accorgi prima quando stai perdendo attenzione, e lì cambia tutto. In fondo, migliorare la memoria è questo, imparare a dare alle informazioni un posto chiaro dove stare.




