Come visitare Matera in due giorni? L’itinerario completo tra sassi e sapori

Matera ti prende per mano senza chiedere permesso. All’inizio sembra solo bella, poi ti accorgi che ogni gradino scende dentro una storia, ogni porta di tufo nasconde una cucina, una cisterna, una chiesa scavata nella roccia. Due giorni bastano per innamorarsi, se li giochi bene, con scarpe comode e un po’ di fame di panorami.

Prima di partire: l’idea giusta per 48 ore

Per visitarla senza correre, funziona questo ritmo semplice: Giorno 1 dedicato ai Sassi e al centro storico, Giorno 2 alla Murgia, alla natura e alle cripte rupestri. Il tutto prevalentemente a piedi, perché Matera si capisce camminandola.

Giorno 1, il battesimo dei Sassi (e dei suoi sotterranei)

La mattina inizia bene se parti da Piazza Vittorio Veneto, il punto in cui la Matera “moderna” si affaccia sul mondo antico. Prima ancora di scendere tra le case incastrate, fai una cosa: vai sotto.

  • Palombaro Lungo, la grande cisterna ipogea, è uno di quei luoghi che ti fanno dire, “ok, qui l’acqua era vita davvero”.
  • Se trovi aperti gli ipogei vicini (come il Fondaco di Mezzo), completa il quadro: Matera non è solo pietra, è anche ingegneria invisibile.

Poi entra nel Sasso Barisano, quello più “urbano”, pieno di facciate scolpite, archi, portali e scorci che sembrano set cinematografici, ma sono reali. Qui il consiglio è banale ma efficace: cammina lento, e ogni tanto fermati a guardare in alto, perché spesso la bellezza è sopra la linea degli occhi.

Il panorama che sblocca la città

A metà mattina punta su Piazzetta Pascoli. È uno di quei belvedere che ti rimettono ordine in testa: da qui capisci la differenza tra Barisano e Caveoso, e inizi a orientarti davvero.

Pranzo, perché sì, qui si viaggia anche a tavola

Matera è generosa: puoi cercare una trattoria storica (tipo Annina 1937, o un locale simile) e puntare su cucina lucana senza troppi dubbi. Io farei così:

  • orecchiette lucane (o altra pasta fatta in casa, se la trovi)
  • un secondo semplice, magari carne o verdure di stagione
  • un calice di vino del territorio

Pomeriggio, Sasso Caveoso e chiese nella roccia

Nel pomeriggio scendi nel Sasso Caveoso, quello più “drammatico” e scenografico, con abitazioni che sembrano nate direttamente dalla gravina.

Qui non saltare la Casa Grotta di Vico Solitario: è il modo più diretto per capire come si viveva davvero, con spazi minimi, animali, utensili e una quotidianità che oggi sembra impossibile.

Poi incastra una mini sequenza di luoghi che, messi in fila, diventano un racconto:

  1. San Pietro Caveoso
  2. Santa Maria de Idris
  3. San Giovanni in Monterrone, con affreschi che emergono dal buio come una sorpresa

Se vuoi un aiuto per leggere dettagli e simboli, un tour guidato di 2 o 3 ore (spesso intorno ai 20 euro, a seconda del periodo) può valere tantissimo, soprattutto se include una piccola degustazione.

La salita che chiude il cerchio

Risalendo verso il rione Civita arrivi alla Cattedrale di Matera (XI secolo). È un finale perfetto: dopo le viscere della pietra, un punto alto, luminoso, che ti fa respirare.

Per chiudere la giornata, cerca il tramonto dal Belvedere Luigi Guerricchio oppure fai una passeggiata serale nei Sassi: di notte Matera diventa silenziosa e magnetica.

Giorno 2, la Murgia: natura, gravina e un’altra Matera

Il secondo giorno è quello che spesso sorprende di più. Attraversi il ponte sulla Gravina dal lato del Caveoso e ti ritrovi nel Parco della Murgia Materana, dove i Sassi li guardi da fuori, e capisci perché Matera è anche paesaggio, non solo città.

Porta acqua e vai con calma: ci sono salite, pietre, vento. In cambio hai:

  • punti panoramici come Murgia Timone
  • sentieri tra grotte e cavità
  • tracce preistoriche e chiese rupestri che spuntano dove non te le aspetti

Se riesci a prenotare, aggiungi la Cripta del Peccato Originale (circa 10 km dalla città): gli affreschi, spesso definiti “bizantini”, hanno una forza rara, come se la roccia ricordasse.

Pomeriggio, musei e artigianato (senza spezzare l’incanto)

Dopo la Murgia, torna in città e scegli un rientro morbido con uno o due luoghi mirati, senza fare la maratona:

  • Casa Noha, per mettere ordine nella storia
  • Casa Cava, spesso usata anche per eventi
  • MUSMA, se ti incuriosisce la scultura nella pietra

Poi concediti botteghe e piccoli laboratori: il tufo non è solo scenario, è materia viva.

Consigli pratici che salvano il viaggio

  • Matera si fa a piedi, quindi scarpe comode e passo regolare.
  • Valuta di dormire nei Sassi per un’immersione totale.
  • Molti siti hanno orari variabili (spesso 9-19), controlla sempre in base alla stagione.
  • Ricorda che Matera è Patrimonio UNESCO, e il rispetto dei luoghi ripaga con un’esperienza più autentica.

Alla fine dei due giorni ti rimane addosso una sensazione precisa: Matera non si “vede” soltanto, si attraversa, e mentre la attraversi, cambia anche un po’ te.

Redazione Creattivamente News

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