C’è un momento, mentre prepari lo zaino e controlli le tappe, in cui ti accorgi che la domanda non è “se” farlo, ma “quando” farlo. Perché sul Cammino di San Francesco il clima cambia davvero l’esperienza, i colori, la fatica, persino gli incontri lungo la strada.
La finestra migliore, quella che non tradisce quasi mai
Se vuoi andare sul sicuro, il periodo più equilibrato è tra maggio e giugno e tra settembre e ottobre. In queste settimane trovi in genere temperature miti, giornate lunghe e una natura che sembra fatta apposta per accompagnarti, sia nel tratto umbro-toscano La Verna-Assisi, sia in varianti come il percorso da Rimini o alcune proposte nel Sud, inclusa la Calabria.
È anche la scelta più “gentile” per chi vuole camminare con piacere, facendo trekking senza trasformare ogni salita in una prova di resistenza.
Primavera (aprile-giugno): l’effetto “wow” dei paesaggi
La primavera ha qualcosa di magnetico: i prati fioriscono, l’aria è pulita, e i borghi sembrano usciti da una cartolina.
Perché funziona così bene:
- Temperature moderate che ti permettono di camminare anche a mezzogiorno.
- Luce in aumento, quindi più margine se una tappa si allunga.
- Paesaggi vividi, perfetti se ami fotografare o semplicemente guardarti intorno.
Attenzione ad aprile: in alcune tratte puoi trovare più pioggia e tratti scivolosi. Niente di drammatico, ma servono scarpe affidabili e un minimo di flessibilità sugli orari.
Autunno (settembre-ottobre): meno folla, più atmosfera
Se mi chiedi il periodo più “intimo”, io penso subito all’autunno. Settembre e ottobre uniscono la comodità di un clima spesso stabile a una bellezza più morbida, quasi cinematografica. E poi c’è quel momento in cui gli alberi cambiano colore e ti sembra di camminare dentro una scena.
Cosa rende questo periodo speciale:
- Clima mite e spesso asciutto.
- Foliage spettacolare, soprattutto nelle zone boschive.
- Meno affollamento, quindi più disponibilità nelle strutture e più silenzio sui sentieri.
- Eventi locali come vendemmie e sagre che, senza stravolgerti il cammino, aggiungono un sapore in più.
Novembre può essere affascinante, ma aumenta il rischio di piogge, fango e sentieri più insidiosi.
Estate (luglio-agosto): si può fare, ma con strategia
L’estate attira perché le giornate sono lunghissime e la logistica spesso è comoda. Però il caldo, soprattutto nei fondovalle e sui tratti asfaltati, può diventare il vero “avversario”.
Se scegli luglio o agosto, prendila come una piccola missione organizzativa:
- Parti presto, idealmente all’alba.
- Metti in conto 3-4 litri d’acqua al giorno, e pianifica le fonti.
- Proteggiti con cappello, sali minerali e pause all’ombra.
- Preferisci tappe con dislivelli gestibili nelle ore calde.
Inverno (dicembre-marzo): per esperti e con molte verifiche
In inverno il cammino cambia faccia. Sopra i 1000 metri può arrivare neve, il fango rallenta, la nebbia riduce la visibilità e le ore di luce sono poche. Inoltre alcuni servizi possono essere limitati.
Non è impossibile, ma è spesso sconsigliato a chi non ha esperienza: serve ottima forma fisica, equipaggiamento adeguato e controllo costante di meteo e condizioni dei sentieri.
Una scelta rapida in base a ciò che cerchi
| Periodo | Ideale per | Nota chiave |
|---|---|---|
| Maggio-giugno | paesaggi verdi, clima equilibrato | comfort e colori |
| Settembre-ottobre | atmosfera, quiete, colori autunnali | meno folla |
| Luglio-agosto | chi vuole massimizzare le ore di luce | caldo da gestire |
| Dicembre-marzo | camminatori esperti | servizi e meteo critici |
Ultimo consiglio: il “tuo” cammino conta più del calendario
Il Nord può richiedere circa 10 giorni, alcune varianti più lunghe arrivano anche a 14. Ma più della durata, contano le tue preferenze: ami la natura esplosiva della primavera o l’abbraccio silenzioso dell’autunno? In ogni caso, se punti a maggio/giugno o settembre/ottobre, difficilmente sbagli: sono i mesi in cui il Cammino di San Francesco ti restituisce il meglio, passo dopo passo, senza chiederti troppo in cambio.




